Cambiamenti climatici
Cosa significa Cambiamento Climatico?

Cosa significa Cambiamento Climatico?

Sentiamo sempre più spesso parlare di cambiamento climatico, e soprattutto di come combatterlo. La comunità scientifica, e anche l’opinione pubblica, è giustamente convinta che il cambiamento climatico sia in atto e sia di natura antropica. Ma cosa significa cambiamento climatico?

Cos’è il Cambiamento Climatico

In climatologia, per cambiamenti climatici si intendono tutte le variazioni su scala temporale dei parametri ambientali e climatici. I parametri presi in esame sono: temperatura – media, massima, minima -, nuvolosità, precipitazioni, temperatura degli oceani, distribuzione e sviluppo di flora e fauna. Questa è la definizione tecnica, ma non rappresenta il cambiamento climatico come è inteso nel dibattito pubblico.

Dal Congresso di Rio del 1992, infatti. per cambiamento climatico si intende solo quello influenzato dall’attività umana. Con questa definizione, il cambiamento climatico può anche definirsi come riscaldamento globale, visto che l’aumento di temperatura dovuto all’azione antropica è stato di 1.2 gradi. Tuttavia, questo non è l’unico tipo di cambiamento climatico, perché esiste anche quello di origine naturale, a cui si è deciso di riferirsi come variabilità climatica.

Il clima della terra, nei 2.5 miliardi di anni che la climatologia ha analizzato, è sempre mutato, dando origine a ere glaciali e interglaciali di lunga durata, o a periodi climatici di durata più breve, tutti riconducibili a ragioni naturali. Questo è successo fino alla comparsa dell’uomo sulla Terra, che nella sua evoluzione è riuscito ad alterare il clima, come nessuna altra specie prima di lui aveva mai fatto.

Andiamo quindi ad analizzare brevemente questi due diversi tipi di mutamenti climatici.

Cambiamento climatico naturale

La variabilità climatica avviene per l’influenza di eventi naturali, e si sviluppa prevalentemente seguendo cicli molto lunghi, ma può anche risentire di eventi naturali estremi o astronomici. È stata, fino all’arrivo della nostra attuale era – chiamata antropocene -, il massimo regolatore dei cambiamenti climatici sulla terra. Andiamo a vedere velocemente quali sono i principali fattori che influenzano la variabilità climatica:

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orbite

Variazioni Orbitali

Vi sono principalmente tre tipi di variazione orbitali, dette anche cicli di Milankovic, che influenzano il clima terrestre. Una è la variazione dell’asse terrestre, che compie un ciclo ogni 40.000 anni. Un’altra è la precessione degli equinozi, che invece crea periodi di 21.000 anni. L’ultima è l’inclinazione orbitale, che porta a termine un ciclo ogni 100.000 anni. Questi cicli portano rispettivamente a variazioni della distanza tra terra e sole, dell’irraggiamento solare, e della durata delle stagioni.

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terra asteroide

Impatto di meteoriti

L’ultimo impatto di meteoriti di grandi dimensioni ebbe luogo 65 milioni di anni fa. Un evento del genere influenza il clima, sia per la quantità di polveri che libera nell’aria oscurando così l’atmosfera, che per l’enorme quantità di CO2 liberata.

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sole

Attività solare

L’attività solare è misurata in base alla quantità di macchie solari presenti sulla superficie solare. Da questa hanno origine cicli di 11 anni con picchi e minimi di attività solare. Vi sono ipotesi concernenti i venti solari, e la variazione del campo magnetico solare, ma non vi è la certezza che influenzino direttamente il clima.

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effetto serra

Effetto serra

Eh sì, l’effetto serra non ce lo siamo inventati noi, ma è naturale ed è uno dei motivi dietro la vita sulla terra. Consiste nella capacità di certi gas, presenti nell’atmosfera, di trattenere parte del calore proveniente dal sole e riflesso sotto forma di radiazione infrarossa dalla Terra. Una variazione, sia naturale che di origine umana, delle quantità di gas serra presenti in atmosfera, può variare la quantità di calore trattenuta e quindi la temperatura.

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continenti

Deriva dei continenti

Lo spostamento dei continenti ha sempre avuto luogo, e ha luogo tuttora. Il processo è estremamente lento, ma influenza sia le correnti oceaniche che la rifrazione terrestre.

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vulcano

Eruzioni vulcaniche

Le eruzioni vulcaniche rilasciano in atmosfera grandi quantità di CO2, portando quindi a un aumento dell’effetto serra. Inoltre, è stato rilevato che il maggior cambiamento climatico dovuto alle eruzioni vulcaniche, è legato al raffreddamento atmosferico locale, dovuto alle polveri sollevate in atmosfera.

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oceano

Correnti oceaniche

Le correnti oceaniche, spostando grandi quantità di acqua, hanno un effetto mitigante sul clima. Una variazione di salinità può provocare un rallentamento della corrente oceanica, portando a variazione di temperatura sulla terra. Un esempio dell’effetto delle correnti oceaniche lo vediamo con la corrente del golfo, che mitiga il clima della zona europea occidentale.

Cambiamento climatico antropico

Ed eccoci al nostro caro riscaldamento globale. Questo cambiamento climatico è dovuto all’azione dell’uomo sulla composizione dell’atmosfera, e anche sulla composizione geografica terrestre. È generalmente accettato che il riscaldamento globale abbia avuto inizio con il diciannovesimo secolo e l’età industriale. Studi recenti ipotizzano che l’impatto umano sul clima sia di origine molto più antica, e che possa risalire al 10.000 a.C..

L’azione antropica sul clima si deve principalmente alla variazione dell’effetto serra.

L’uomo aumenta l’effetto serra principalmente in due modi. Il primo di questi è rilasciando grandi quantità dei cosiddetti gas serra, il che va a modificare la composizione atmosferica naturale. Un altro modo è tramite il disboscamento e la distruzione degli ecosistemi, riducendo così la naturale capacità di assorbire anidride carbonica.

Retroazioni

Il riscaldamento globale mette in moto una serie di processi, che provocano una reazione nel sistema naturale. Si parla di retroazione negativa quando questa reazione va in opposizione al riscaldamento globale, e di retroazione positiva quando invece va ad aggravarlo. Di seguito troviamo degli esempi di retroazioni sul clima.

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ghiacciaio

Modifica dell’albedo del ghiaccio

L’albedo è la capacità riflettente di una superficie e, nel caso del ghiaccio, essa è superiore a quella dell’acqua e del terreno. Lo scioglimento dei ghiacciai riduce la capacità della superficie terrestre di riflettere i raggi solari, aumentando quindi il calore trattenuto e la temperatura.

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permafrost

Disgelo del permafrost

Lo scioglimento delle zone ghiacciate del permafrost provoca il rilascio in atmosfera di grandi quantità di CO2 e metano, che vi è intrappolato all’interno. Questo effetto è oggetto di numerosi studi e fonte di grande preoccupazione nella comunità scientifica.

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barriera corallina

Variazione delle correnti marine e della temperatura degli oceani

La variazione delle correnti oceaniche, dovuta allo scioglimento dei ghiacci, potrebbe essere una delle poche retroazioni negative. Certi studiosi ritengono che la variazione delle correnti potrebbe portare a un raffreddamento dell’emisfero settentrionale, in contrapposizione al riscaldamento globale. Diversa questione è invece quella del riscaldamento degli oceani. Il riscaldamento oceanico porterebbe alla modifica dell’ecosistema marino, riducendo la sua capacità di catturare anidride carbonica.

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vapore acqueo

Vapore acqueo

L’innalzamento della temperatura comporta una maggiore evaporazione, che porta a sua volta alla presenza di maggior vapore acqueo in atmosfera, e quindi a un maggiore effetto serra. Questo processo costituisce un loop, cioè si autoalimenta fino a che un raffreddamento della temperatura, dovuto a un fattore esterno, non lo ferma.

Se il cambiamento climatico è naturale, non possiamo farci niente?

No, agire è possibile. Il cambiamento climatico c’è sempre stato nella storia della Terra, ma quello attuale è sicuramente di origine umana.

La Terra non è mai stata così calda da 12.000 anni1. L’anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto le 413ppm, il livello più alto da 800.000 anni2.

Non siamo mai stati così tanti su questa Terra, e non siamo mai stati così poco resilienti. Gli ecosistemi su cui basiamo la nostra esistenza sono anch’essi molto fragili, perché li abbiamo messi a dura prova.

Tutta la nostra tecnologia non potrà salvarci da un clima che cambia a questa velocità, se non faremo qualcosa per ridurre il riscaldamento globale. La buona notizia è che, se il riscaldamento fosse naturale non potremmo farci nulla, ma invece il climate change viene dalle nostre azioni, quindi possiamo fermarlo.

Fonti:
1) Samantha Bova, Yair Rosenthal, Zhengyu Liu, Shital P. Godad & Mi Yan ,Seasonal origin of the thermal maxima at the Holocene and the last interglacial, Gennaio 2021
2) Copernicus Climate Change Service, Temperature 2020 Report, Gennaio 2021. Reperibile su https://climate.copernicus.eu/copernicus-2020-warmest-year-record-europe-globally-2020-ties-2016-warmest-year-recorded

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