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Dove vanno a finire i rifiuti che buttiamo?

Dove vanno a finire i rifiuti che buttiamo?

Ci siamo mai chiesti dove vanno a finire i rifiuti che buttiamo nei vari cassonetti, quando diligentemente facciamo la nostra divisione per la raccolta differenziata? Probabilmente no. E perché dovremmo? Ci hanno detto che facciamo la raccolta differenziata per riciclare, quindi immaginiamo sia effettivamente così. Purtroppo, la verità è differente e ora vi esponiamo come vengono gestiti in Italia, stato anche abbastanza virtuoso nel contesto globale, le principali tipologie di rifiuti.

I rifiuti:

Rifiuti che buttiamo - carta da riciclare

Carta e cartone

Ah, la carta ci può dare grandi soddisfazioni, persino da bambini ci facevano provare a riciclare la carta – a me era venuta una specie di carta igienica grigiastra – quindi sarà una cosa facile dai, si riciclerà bene…
Ahimè, non è proprio un processo così facile, visto che per riciclare una tonnellata di carta servono 2700 kWh di energia elettrica e 1800 litri d’acqua, che sono però comunque una frazione di quanti ne servono per farla da zero. In effetti, il tasso di riciclo sul totale di carta immessa al consumo è dell’80%, quindi va abbastanza bene, in questo siamo bravi, anche se individualmente riusciamo comunque a produrre rifiuti per 57kg di carta e cartone all’anno1.

Rifiuti che buttiamo - bottiglie di birra da riciclare

Vetro

Bene direte, il vetro ci piace perché contiene la birra, e poi può essere riciclato facilmente dai, basterà scaldarlo e dare la forma che si vuole.
Il processo è un pelo più complesso e comprende comunque una componente di materie prima che varia in base al tipo di vetro ma, in Italia, il rapporto tra il vetro riciclato e le 2678 kt di vetro immesso al consumo annualmente è del 77%2.

Rifiuti che buttiamo - bottiglie di plastica pressate

Plastica

Ahia, la plastica non ci piace, non ho un buon presentimento sulla cosa…
Eh no, infatti, dei 2315 kt di imballaggi plastici immessi al consumo, solo il 46% viene riciclato. Inoltre, la plastica riciclata perde valore e qualità meccanica, trovando quindi poco mercato. Il 47 % invece viene sottoposto a recupero energetico, il che significa che finisce bruciato nei termovalorizzatori per produrre energia elettrica e calore – anche se esistono controversie su quanto inquini effettivamente questo sistema -.

Un discorso a parte lo meriterebbero il come e il dove viene gestito questo riciclaggio, che spesso veniva svolto all’estero, in paesi in via di sviluppo, con normative molto più permissive rispetto a quelle vigenti in Italia e in Europa. La bella notizia è che, dal 1° gennaio 2021, non si può più esportare rifiuti plastici generici ma solo rifiuti di plastica pulita, cioè già pronti al trattamento di riciclo.
Il restante finisce ancora in discarica quindi sì, abbiamo un problema con la plastica3.

Rifiuti che buttiamo - avanzo di pane sulla tovaglia

Umido organico

Vabbè dai, questo non può essere un problema, soprattutto non per i due avanzi che butto via ogni tanto e qualche buccia. Eh invece mi sa che buttiamo via un po’ di più di qualche buccia, perché in un anno, individualmente, produciamo circa 83kg di rifiuto umido. Esattamente il mio peso! In totale quindi, produciamo 4.9 Mt di umido – si ho detto milioni di tonnellate, non ho sbagliato a scrivere – e 2 Mt di rifiuto verde – rami, erba, ecc. -. Questi vengono smaltiti in quantità più o meno uguale tra impianti di compostaggio e impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio – tramite la digestione da parte di batteri si crea biogas -.
La strada da seguire sarebbe quella della riduzione degli sprechi alimentari sia domestici che durante la catena della fornitura4.

Ricordiamoci anche che del totale dei rifiuti, il 24% va ancora a finire nelle nostre care vecchie e maleodoranti discariche, e che vi sono un sacco di rifiuti speciali, i quali richiedono trattamenti particolari che sono costosi o inquinanti.
Detto ciò, ora che sappiamo dove vanno a finire i rifiuti, almeno ufficialmente – tutte le fonti citate sono istituzionali, ma esistono casi di cattiva gestione o omissione -, e abbiamo visto quanta fatica facciamo a smaltirli, non vogliamo provare a produrne un po’ meno?

Fonti:
1) COMIECO,25° Rapporto 2019, 2020.
2) COREVE, Piano Specifico di Prevenzione, 2020.
3) COREPLA, Relazione sulla gestione 2019, 2020.
4) Elaborazione CIC su dati ISPRA del 2019, 2020.

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